Diciamocelo pure: con i paesaggi che ci sono fuori dalla finestra in autunno, la volpe ne è un po’ il simbolo, con quei suoi colori ramati e caldi… Un periodo abbondante in cui la terra si riprende dal morso caldo dell’estate e ci regala i suoi frutti più preziosi prima che la natura si chiuda in sé per riposare e resistere al gelo dell’inverno.
La dualità della volpe mi ha sempre affascinata: simbolo incontrastato del bosco, ma al contempo animale così adattabile da essere ormai anche cittadino…
Perciò mi è sembrato che l’ambivalenza tipica di questo animale ben si sposasse con l’idea di farne una bambolina-volpe: Madamin Volpe è alta 15cm… un po’ di più con il suo cappello e le orecchie, ahahah!

In Storia delle religioni, il trickster (lett. imbroglione) è un soggetto mitico che dice cose false; un personaggio che dà luogo a varie istituzioni, quindi costruttivo ma nefasto. Il più celebre è il coyote, ma in Europa spesso è la volpe: in origine era il Signore degli animali, poi le società hanno cambiato struttura e modi di sussistenza, il precedente essere supremo diventa antagonista… passa da protagonista di miti a protagonista di favole.
Il trickster appartiene alla dimensione caotica, paradossale perché legato al mondo precedente il nostro; di solito le sue avventure sono divertenti poiché il riso rituale è una presa di distanza e implica la coscienza dei partecipanti al rito che quel mondo è lontano e inferiore rispetto il nostro.