Aprile si è aperto con un weekend fuggevole nella valle che mi ha dato i natali, con molte persone da vedere, troppe restrizioni da osservare e un freddo gelido che non mi ha fatto godere appieno dei “miei” boschi.
Aprile si sta portando dietro tutta la stanchezza di marzo, con i bambini a casa, col carico di lavoro domestico raddoppiato, con i progetti slittati e le considerazioni sul “un anno fa”…
Aprile si è aperto con tanta rabbia, con delusione, con pensieri foschi che sto cercando di addomesticare (perché è evidente ormai che la nostra realtà è mutata per sempre, che non c’è una normalità a cui tornare). Però sto anche cercando di mettere a fuoco ciò che non va, per tentare di mutare le cose che prima ci siamo sempre un po’ fatti andare bene.

Global Kids Sewing Party. Ad ogni modo, anche basta lamentarsi, perché il mese scorso non vi detto che ho aiutato il Babacetto a disegnare e cucire un dinosauro Compsognatus per l’iniziativa dell’australiana Trixi di Sew A Softie che si propone l’obiettivo di accrescere l’autostima dei bambini attraverso il cucito. Scopo del Global Kids Sewing Party era confezionare un pupazzo da regalare ad una persona significativa per se stessi e il Babacetto ha scelto il suo amico Leone, che abita in un paese qua vicino, ma che ora non potevamo vedere a causa della zona rossa e degli spostamenti vietati. Il Babacetto ha conosciuto il suo amico un giorno di due anni fa, quando siamo andati a comprare la verdura all’azienda agricola dei genitori di Leone… dopo qualche ora sono finiti insieme nella vasca da bagno perché avevano giocato nei campi infangati! Per fortuna ogni mercoledì i genitori di Leone consegnano la verdura a casa nostra, così in una delle loro cassette vuote abbiamo potuto mettere il pupazzo che ha viaggiato in sicurezza fino alla sua nuova casa!

Libri. Questo mese ho letto moltissimi articoli per la Madamina mitologica del mese (e pure per quella di maggio, spoiler). Per fortuna mi hanno prestato la graphic novel “Bastava chiedere! 10 storie di femminismo quotidiano”di Emma Clit, così almeno per orgoglio posso dire di aver letto un volume per intero. Sto anche leggendo a sprazzi “Le dee dentro la donna” di Jean Shinoda Bolen e mi piacerebbe imbastire un progetto di Madamine che permettano alle donne (e non solo) che lavorano con gli archetipi di avere un supporto materico, un promemoria, una mascotte in forma babacica della dea con cui devono relazionarsi. Devo saperne di più.
I figli sono sempre più prolifici di me, tra le loro letture vi segnalo: “I dinosauri di Leonardo D” e “La natura a filo d’acqua” di R. Mettler per il Babacetto; “Oh, che uovo!” di E. Battut e “Chi me l’ha fatta in testa?” di W. Holzwarth per la Madamina.

Babacio. Avevo in mente di creare un po’ di pupazzi questo mese, ma non sono riuscita a preparare i pezzi base e il poco tempo a disposizione mi ha permesso di ultimare solo la Mitologica (in cui peraltro mi sono infilata in un cul-de-sac accademico, andando a trattare cose che non so e dovendo dedicare molto tempo allo studio). Potevo cambiare personaggio? Forse sì, ma ormai ho capito che quando una Madamina viene a bussare alla mia porta non sono capace di dirle di no. Poi voglio credere che Étaín, che personifica la metamorfosi e l’evoluzione mi possa guidare al cambiamento, così come Morrigàn ha tirato fuori un aspetto furioso e necessario di me qualche tempo fa. Aprile è stato un mese scarno anche dal punto di vista del blog, che ha visto due soli articoli ma, appunto, molto impegnativi e con un vero tuffo nella materia irlandese. Maggio sarà un mese ricco perché ho in programma ben 4 articoli e una collaborazione per la prossima Madamina Mitologica (che sarà anche la penultima. Non so ancora se riprenderò in mano la serie dopo l’estate…).